L’UAR rilancia la stagione sportiva 2019

Roma, 11 aprile 2019 – Presso lo studio Legale Tributario Di Tanno & Associati, ieri sera, si é svolta l’assemblea annuale degli associati dell’U.A.R. – Unione Avvocati Rugbysti.

Alla presenza di oltre 35 associati, é stato esposto il programma per la stagione sportiva 2019, sono state approvate le quote associative, e soprattutto si é deliberato di accettare l’invito ricevuto dall’Ordine degli Avvocati d Parigi, per partecipare ai “Jeux Internationaux des Barreaux PARIS 2019” – nei giorni 08 – 12 luglio 2019 – con riferimento in particolare al torneo di RUGBY A 7.

Per presentare una squadra competitiva, sarà affiancato ai responsabili tecnici dell’UAR un esperto di rugby a 7, Alfredo “Wilma” De Angelis, che fece già parte della spedizione UAR ai mondiali del 2007 a Parigi. Il Consiglio ha inoltre dichiarato la volontà di iscrivere la squadra al Torneo Roma SEVEN, che si svolgerà nella capitale nei primi giorni di giugno.

Ultima tappa del programma sportivo 2019, sarà poi un’amichevole internazionale con gli Avvocati di Edimburgo o di Dublino, ultimi detentori della Coppa del Mondo, oggi custodita nella Città Eterna.

Il Presidente, Avv. Salvatore Pennisi, ha poi ricordato i valori che hanno contraddistinto l’Associazione nell’ultimo triennio della sua presidenza, auspicando che rimangano ben saldi sino alla scadenza del mandato dell’attuale Consiglio direttivo, prevista per il prossimo mese di dicembre, allorquando si procederà a nuove elezioni.

 

Jeux Internationaux des Barreaux PARIS 2019 – 8-12 Luglio 2019

Roma, 12 aprile 2019 – L’Unione Avvocati Rugbysti é stata ufficialmente invitata a partecipare ai “Jeux Internationaux des Barreaux PARIS 2019” che si svolgeranno nella capitale francese dal giorno 08 al 12 luglio 2019, con una squadra di Rugby a 7, ed ha confermato la propria partecipazione.

L’invito proviene direttamente dal “responsable des Sports au Barreau de Paris (SPAB)” essendo la manifestazione ufficialmente organizzata dall’Ordine degli Avvocati di Parigi, ed é diretta conseguenza degli ottimi rapporti intrattenuti, nell’ultimo decennio, con gli amici del Rugby Club du Palais. La manifestazione internazionale, avrà ampio respiro, e porterà gli avvocati di tutto il mondo a sfidarsi in vari sport, quali atletica, basket, volley, golf, scacchi, scherma, calcio, nuoto, tennis e rugby a 7, appunto.

Confidando nel supporto dei propri sponsor e nel sostegno determinante del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati d Roma, l’UAR invierà dunque in terra francese la propria squadra di rugby a 7, per competere ancora una volta a livello internazionale, tentando di dare lustro all’Avvocatura italiana. Il Torneo dovrebbe svolgersi, al dire degli organizzatori, nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato.

Per maggiori informazioni, si rimanda al sito ufficiale della manifestazione.

11 Aprile 2019 – ore 18.30 – Riunione plenaria Associati UAR

Il giorno 11 Aprile 2019, dalle ore 18.30 in poi, si terrà l’assemblea plenaria annuale degli Associati U.A.R., in Roma, Via Crescenzio n. 14, presso lo Studio Legale Tributario  Di Tanno & Associati.

Il Consiglio Direttivo, oltre a rendicontare le attività svolte nel 2018-2019, esporrà il programma per la stagione sportiva 2019-2020.

Secondo alcune anticipazioni sarebbe giunto d’oltralpe un invito per la partecipazione alla manifestazione “Jeux Internationaux des Barreaux PARIS 2019”, che dovrebbe svolgersi a Parigi nelle date 08-12 Luglio 2019.

La manifestazione, oltre a costituire una tappa di grande interesse dal punto di vista rugbystico, sarà l’occasione per rafforzare i vincoli professionali e di amicizia con l’Ordine degli Avvocati di Parigi, promotore della manifestazione, e con i principali Ordini delle maggiori città Europee.

Tutti gli associati UAR sono dunque caldamente invitati a partecipare all’assemblea. Mind the date.

L’U.A.R. batte la Budapest Exiles RFC


Roma, 06 ottobre 2018 – L’Unione Avvocati Rugbysti, al primo test match amichevole dopo la vittoria della Coppa del Mondo di Rugby per avvocati a Chicago, dimostra di avere ancora fame e si impone in rimonta per due mete ad una.

Grazie all’invito dei Senatori dell’Unione Rugby Capitolina, é infatti giunta nella capitale la Budapest Exiles RFC, intenzionata a battere i “Campioni del mondo” in una bella giornata di Rugby.

Gli ungheresi partivano subito forte, trovando la meta su un’ingenuità della squadra romana.

Mentre si risistemavano sul campo, in attesa di riprendere il gioco, però, gli uomini della mischia UAR si guardavano in maniera decisa, scambiandosi sguardi di intesa. Max “Cocido” Guerrini e Federico “Zazzaroni” Altobelli, chiamavano la squadra alla reazione immediata. L’Avvocato Calistri, capitano di giornata, suonava la carica e gli avanti cominciavano a macinare metri su metri, placcando e recuperando palloni.

Usciva per una concussion l’Avv. Fabio De Angelis, in arte il “Demone”, solito esempio di aggressività e generosità.

Poco dopo l’UAR pareggiava i conti. Punto di incontro sui dieci metri ungheresi; pick and go al rallentatore dell’Avv. Parrilli che disorientava la difesa superando la linea del vantaggio. Palla a disposizione grazie ad un ottimo sostegno delle terze linee e rapido lancio del gioco da parte dell’Avv. Calistri, che liberava la corsa dei tre quarti fino all’ala. Era il Presidente Pennisi a lasciare sul posto l’ultimo avversario ungherese schiacciando l’ovale oltre la linea di meta.

La Squadra, non ancora sazia, continuava ad attaccare, legittimando la propria superiorità territoriale. Dopo una eccellente penetrazione della linea dei tre quarti, era Gatto Tavano a schiacciare in meta per il definitivo 2 a 1.

Da ultimo non può non essere segnalato l’esordio con la maglia dell’UAR di Marco Pauletti, per tutti “Polletto”, figlio d’arte del Cons. Avv. Enrico Pauletti, che ha onorato il campo con placcaggi e sudore, non facendo rimpiangere l’assenza del padre.

La piovosa giornata romana si é conclusa con un buon terzo tempo organizzato dai Senatori URC, e con l’invito a Budapest per la rivincita.

 

L’U.A.R. 7’s sbarca in terra Vichinga

09 Agosto 2018 – Copenhagen Scandinavian Seven 2018 – L’Unione Avvocati Rugbysti sbarca in terra scandinava con una delegazione di giovani per l’ultimo impegno della stagione.

Capitanati dal tre-quarti Paolo Marini, i giovani avvocati tenteranno di svolgere il ruolo di “sorpresa del torneo” tra le numerose squadre iscritte allo Scandinavian Seven 2018 di Copenhagen, ove si confronteranno con tedeschi, danesi, norvegesi, svedesi, islandesi, e con gli avversari di sempre: gli inglesi.

Faranno parte della spedizione, oltre al Capitano Paolo “Paloma” Marini, anche Benedetto “Benno” Rebecchini, Federico “Mazinga” Masilla, Athos “Amen” Onofri, ed altri “Campioni del Mondo” reduci dall’impresa in terra statunitense del maggio scorso.

Le gare si svolgeranno nei giorni di sabato 11 e domenica 12 Agosto. Forza Ragazzi!

http://www.scandinaviansevens.dk/

L’U.A.R. vince la tappa beach Old di Terracina

Terracina – 15 luglio 2018 – Sembra non fermarsi più la serie positiva dell’Unione Avvocati Rugbysti, che nello scorso week end in versione “Togabeach” over 35, ha vinto il torneo di beach rugby organizzato presso lo stabilimento Rive di Traiano di Terracina.

Gli Avvocati sbarcavano in spiaggia con la seguente formazione: Parrilli, Spampinato, Altobelli, Vecchietti, Calistri, Ghia, Ragnacci, Armelisasso, Bova, La Rosa, Noli.

Dopo aver pareggiato per 3-3 le prime due partite del girone con Villa Pamphili e Colleferro, gli Avvocati schiantavano la franchigia mista romano-terracinese, giungendo secondi nel girone.

Nella finale per il primo posto però la musica cambiava. Gli Avvocati scendevano sulla sabbia ben compatti e determinati, e così una dopo l’altra sgretolavano le certezze del Villa, imponendosi per 6 a 1.

Degna di nota la prestazione dell’Avv. Ivano Ragnacci, metaman della squadra.

 

Damiano Lo Greco é il nuovo Head Coach dell’U.A.R.

Roma, 04 giugno 2018 – A pochi giorni dalle dimissioni presentate dall’Avv. D’Angelo dopo il mondiale di Chicago, il Consiglio dell’UAR ha immediatamente affrontato il tema della successione tecnica allo scopo di dare nuova linfa al progetto per la stagione 2018-2019. Sono bastati pochi istanti per individuare l’uomo giusto a cui affidare il comando della squadra, avendo “in casa” la migliore soluzione possibile per coniugare competenza, passione e spirito di appartenenza.

In tre parole Damiano Lo Greco.

Così dopo una telefonata di ringraziamento tra il Presidente Pennisi ed il Coach uscente, nel corso della quale sono state accettate le dimissioni rassegnate a Chicago, si é aperto il nuovo corso dell’Unione Avvocati Rugbysti, con l’affidamento dell’incarico al nuovo Head Coach. Il Tecnico, che ha avuto “carta bianca” dal Consiglio, ha chiesto di poter essere coadiuvato da un allenatore della mischia, individuato nell’Avv. Francesco Grillo, capitano dell’UAR e neo Campione del Mondo, e da un preparatore atletico, allo scopo di portare tutti i giocatori al miglior rendimento possibile.

Nei prossimi giorni il nuovo staff tecnico, di concerto con il Consiglio, stabilirà il programma per la stagione 2018-2019, che sarà presto comunicato agli associati. 

Il Coach D’Angelo si dimette da Campione del Mondo

Chicago (USA), domenica 27 Maggio 2018 – Il Coach dell’unione Avvocati Rugbysti, Avv. Francesco D’Angelo (nella foto), per tutti “Bandito”, con un gesto a sorpresa a sole 48 ore dalla vittoria della Lawyers Rugby World Cup, ha rassegnato le proprie dimissioni, attualmente al vaglio del Consiglio.

Di seguito il testo dello scarno comunicato agli Associati UAR: “Cari associati, ora, qui, sotto la torre più alta di Chicago comprendo che non potrei raggiungere vette più alte quindi rassegno le mie dimissioni da vostro allenatore, ma non farò mai mancare la mia ingombrante presenza !!!
Saluti!”

In effetti l’Avv. Francesco D’Angelo é certamente il Coach più vincente nella storia decennale dell’UAR, avendo raggiunto numerosi traguardi di prestigio nel corso dell’ultimo anno e mezzo, quali il “Torneo Old T.O.R.C.I. 2017”, la vittoria nel Torneo “Roma Seven Veterans 2017”, lo “Scudetto Old 2017”, ed infine la Coppa del Mondo di Rugby degli Avvocati, per cui é encomiabile il fatto che abbia deciso di fare un passo indietro alla fine di un ciclo certamente eccezionale.

Il Consiglio si riunirà nel corso della prossima settimana per decidere se accettare o meno le dimissioni presentate dal Coach, ed eventualmente per individuare la nuova guida tecnica, che avrà l’arduo compito di dimostrarsi all’altezza del predecessore. Il nuovo allenatore dovrà infatti traghettare l’U.A.R. verso una nuova sfida, ancora più gravosa della precedente: la difesa della Coppa del Mondo nel 2021.

L’U.A.R. vince la Lawyers Rugby World Cup 2018

26 Maggio 2018 – Chicago (USA) – L’UAR batte in finale l’Inghilterra 18-16 e si laurea campione del mondo aggiudicandosi la IV edizione della Lawyers Rugby World Cup.

E’ successo davvero. La squadra italiana allenata dal Coach Francesco D’Angelo ha raggiunto l’ambizioso obiettivo prefissato dal Consiglio all’inizio del proprio mandato: vincere la Coppa del Mondo di Rugby degli Avvocati.

11 anni fa l’Unione Avvocati Rugbysti aveva dovuto arrendersi in finale contro i Colleghi scozzesi, vincitori delle prime due edizioni del Campionato del Mondo di Rugby (Parigi 2007 ed Edimburgo 2009), mentre non era andata oltre al 5° posto nell’ultima edizione di Londra 2015, vinta dagli irlandesi.

Questa volta però la partecipazione alla IV edizione della Lawyers Rugby World Cup era stata presa molto sul serio, e per tempo erano state programmate tappe di avvicinamento al Mondiale sia sotto il profilo tecnico che logistico. E così, uno dopo l’altro sono arrivati nel corso dell’ultimo anno e mezzo di presidenza Pennisi una serie di successi sportivi, quali la Coppa TORCI, il Roma Seven Veterans, e lo Scudetto Italiano Old, culminati oggi nella conquista della Coppa più prestigiosa.

La Squadra degli Avvocati italiani é sbarcata a Chicago portando 40 giocatori di età compresa tra i 25 ed i 56 anni, che si sono battuti come leoni per un unico grande obiettivo: la vittoria!

Così nel primo giorno di gare l’U.A.R. ha affrontato i padroni di casa di Chicago vincendo 41-0, infliggendo un punteggio severo grazie alle accelerazioni dei suoi tre quarti, tra cui merita menzione Paolo “Paloma” Marini.

Nella seconda partita l’U.A.R. ha dovuto affrontare gli inglesi in un partita durissima. Alcune intemperanze hanno portato la squadra italiana, in vantaggio nel primo tempo, a giocare il secondo in 13 contro 15, consentendo ai sudditi di Sua maestà di recuperare e chiudere la gara sul 12-10 in proprio favore.

L’ultima partita del pool diveniva dunque fondamentale per l’accesso alla finalissima, ed ancora una volta a contendere il prestigioso traguardo, arrivavano i “cugini” francesi. Il Rugby Club du Palais di Parigi, veniva travolto 33 a 5, ponendo l’obiettivo a portata di mano.

La squadra italiana, composta da un mix di “vecchi leoni” reduci dalle precedenti tre edizioni della coppa, e di “nuove leve” pronte a liberare la propria aggressività sul campo, si compattava in maniera straordinaria in vista della rivincita in finale con gli inglesi. Parole importanti nello spogliatoio precedevano l’entrata in campo della squadre, la voglia di riscatto e la fame di vittoria, iniettavano di sangue gli occhi degli Avvocati Rugbysti.

Il XV iniziale veniva schierato con: Rossi, Pamphili, Guerrini, De Mattei, Altobelli, Grillo, Monanni, Onofri, Lo Greco, Masilla, D’Angelo, Iacolucci, Marini, Cappelletti, Masetti.

Pronti-via, meta inglese con una rolling maul avanzante e un calcio di punizione trasformato. 8 a 0. A questo punto saliva in cattedra Alessandro Iacolucci, che cominciava a dispensare lampi di gioco, costringendo i britannici nella propria metà campo. La mediana girava a cento all’ora e gli avanti aggredivano gli avversari lasciandoli senza fiato. Max “Cocido” Guerrini trascinava la prima linea in mischia chiusa, mentre Athos Onofri segnava una meta di prepotenza. Calcio di punizione tra i pali trasformato da Paolo Marini e meta di Federico “Mazinga” Masilla a sugellare la superiorità italiana sui tre quarti. Nuova meta inglese di mischia. 13 a 13 e partita tesissima, fino all’entrata in campo di Benedetto “Benno” Rebecchini a mediano di mischia che rompeva gli equilibri. Un errore di intemperanza della seconda linea Federico “Toro” Altobelli, consentiva agli inglesi di portarsi sul 16 a 13 grazie ad un calcio di punizione a tre minuti dalla fine.

Ma gli italiani rialzavano la testa e si affidavano al talento ed alla rabbia dei giovani. Ovale recuperato da Iacolucci lungo la linea di touche, corsa in equilibrio per non uscire dal campo e calcio profondo a scavalcare la difesa inglese…poi gara di velocità verso la linea di meta. Secondi interminabili con il tempo che scorreva, con il cuore in gola, con le ultime energie a disposizione…uno, due, tre inglesi contendevano al tre quarti centro l’ovale che continuava a danzare verso la linea di meta, poi oltre, ed infine lo sprint decisivo ed il tuffo per schiacciarlo nell’area di meta, tra una selva di braccia inglesi. Incredibile. Bellissimo. Pazzesco.

18 a 16. Campioni del Mondo!

14.04.18 – “Una meta fuori Rebibbia” di Massimiliano Cecchi

dell’Avv. Massimiliano Cecchi – 

Il campo sportivo, si trova al centro esatto della casa circondariale di Rebibbia, sezione maschile. Potrebbe essere il cuore pulsante di questa struttura, ma non lo è affatto. La U.A.R. lo raggiunge dopo una serie di rigorosi check point, appelli e contrappelli, tra un blocco e un altro del complesso carcerario.

Il Presidente Avv. Salvatore Pennisi e l’Avv. Salvatore Bernardi (già presidente U.A.R. n.d.r.) sono davanti a tutti, preceduti da Germana e Stefano dei Bisonti e dal secondino che fanno strada durante il percorso.

Porte blindate che si aprono e chiudono al passaggio, tintinnio di chiavi e sguardi curiosi dei piantoni davanti alle loro celle.

Chissà come se li immaginavano questi avvocati rugbysti.

Nell’aria dei lunghi corridoi, odore di mensa e disinfettante e il nostro Spampinato, pilone destro, per rompere il ghiaccio, inizia a snocciolare un ipotetico menù per il terzo tempo.

Si arriva all’ultimo blocco e all’ultimo appello del superiore, che traghetta la squadra come un navigato Caronte dantesco.

Poi si passa una porta che da su una specie di hall semicircolare, con al centro un grande scrittoio anni settanta, con due walkie talkie poggiati sopra. E’ la postazione della polizia penitenziaria davanti all’ingresso dell’ultimo braccio, in alto sul muro un orologio che segna le 10.53 utc, sotto una enorme scritta << vietato fumare >>.

Proprio accanto alla scritta, una porta con in fondo delle scale che scendono nel cortile, la guardia fa cenno alla squadra di passare da lì, per raggiunge lo spazio esterno dell’interno del carcere, sembra un gioco di parole, ma non lo è.  

Si ha l’esatta consapevolezza di essere dentro anche all’esterno, di muoversi in quegli spazi prestabiliti, sotto gli occhi vigili di qualcuno.

Ed è giusto che sia così.

Finalmente si vede il cielo, purtroppo è coperto, quella coltre velata dello scirocco che non aiuta la fantasia a colorire quest’area esterna, che è tutta in cemento armato, delimitata da reti molto alte che circoscrivono un campetto di terra da calcio a sette, con due porte semi-regolamentari.

L’unica cosa che rinfresca l’aria, è lo scroscio dell’acqua di una fontana che echeggia nel cortile, un detenuto sta cercando di sistemare il rubinetto che perde.

Arrivano alla spicciola i ragazzi della squadra di rugby di Rebibbia, accompagnati dai loro superiori direttamente dalle rispettive celle, in una perfetta mise azzurra della FIR ufficiale della Nazionale italiana di qualche anno fa.

Sguardi limpidi, fisici tonici, atletici, molto tatuati, anche troppo, ma si sa, in carcere il tempo a disposizione è parecchio ed il tatuaggio è un culto, anche fuori va di moda tra i giovani, ma qui ha un altro significato.

Ci sono molti italiani ma anche magrebini, albanesi, egiziani e romeni. L’età media forse è trentacinque anni, massimo trentasette anni.  Alcuni di loro forse, hanno avuto trascorsi rugbystici, forse, in un’altra vita passata, o parallela, comunque conoscono la palla ovale, si vede dalla gestualità e dai movimenti.

La maggior parte di loro sono neofiti, con una preparazione atletica prettamente calcistica ma ben instradati al rugby da Stefano dei Bisonti, che sta facendo un lavoro encomiabile all’interno di questo carcere. Ha trasmesso il messaggio, il senso di appartenenza e le regole etiche di questo sport.

Arrivano due omoni, uno rasato con la barba rossastra da far invidia ad un hipster e l’altro, più alto, dallo sguardo enigmatico, con un sorriso di circostanza salutano dicendo:

– buongiorno avvocati…

L’avv. Francesco Grillo (Grilloska) chiede a Stefano d’iniziare il riscaldamento e l’allenatore dei Bisonti aggiunge:

– ma certo, tutti insieme.

Giro di campo e la palla che passa di mano in mano fino all’ultimo.

Si decide di fare un mini torneo di touch rugby con 4 squadre miste formate tra avvocati e detenuti. Germana e Stefano insieme a Grilloska organizzano le squadre: bianchi, neri, viola e blu.

Arbitra Stefano.

Calcio d’inizio, palla maledettamente alta e corta, l’Avv. Emanuele Parrilli urla: – miaa! La prende ed entra, scarta l’avversario e poi la passa ad un magrebino che tutti chiamano Salah, per le sue doti di centroavanti, le gambe da trequarti ala ci sono e si vede, apre il compasso e inseguito dagli avversari vola su una nuvola di polvere e va direttamente in meta.

L’avv. Claudio Ghia e l’avv. Antonello Meuti, se pur infortunati, oggi sono presenti a bordo campo, ed incitano ad attaccare e danno sostegno alla UAR.

L’Avv. Claudio Bova su passaggio dell’Avv. Pellegrini, prova a ripartire con un cambio passo ma il terreno lo tradisce e scivola.  

L’Avv. Aurelio Cannatelli con un passa mano manda fuori tempo un centro e apre per Avv. Federico Golino che si libera e vola in meta con applauso di tutti. Golino è Golino in ogni dove.

I ragazzi di Rebibbia giocano con movimenti e posizioni in campo ben organizzati, profondi quando attaccano, piatti e rapidi a risalire quando difendono, ed i risultati si vedono, meta dopo meta.

Alla fine del torneo i migliori meta men sono loro, i ragazzi di Rebibbia.

Vincono i viola, per migliore differenza mete sui blu.

E’ una partita di rugby, non importa il risultato, c’è solo il sano sentimento agonistico che la connota, si legge negli sguardi, nei gesti atletici, sano agonismo dell’incitamento l’uno con l’altro, i ruoli sociali vengono meno, ed i giocatori possono sperimentare, quasi in forma catartica, la liberazione delle loro abituali costrizioni.

Giornata importante quella di oggi, un evento dai contenuti certi, senza troppi fronzoli e folclore, retorica, bande musicali, fotografi e le classiche banalità di circostanza, solo rugby, quello giocato, quello che si ricorda e ti resta nel cuore.

Questi ragazzi non hanno voglia di parlare di sé, da quanti anni già stanno dentro, dei motivi della loro reclusione, per questo stanno già espiando la loro pena.  Vogliono essere solo delle persone che giocano a Rugby.

Anche oggi, questo sport ci ha insegnato che non importa chi sei, cosa hai fatto di male o di bene nella vita, l’importante é avere la consapevolezza di praticare uno sport nobile, fatto di regole semplicissime, come quella di saper passare una palla ad un compagno. Indietro, per andare avanti.

La palla ovale esce dalle sofferenze della mischia e passa di mano in mano, fino ai tre quarti, va fuori, libera, in Meta.